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Gomez - A New Tide


Finalmente è arrivato dopo un'attesa durata più di un mese, il nuovo cd dei Gomez "A New Tide", ordinato direttamente su internet dal sito della Eat Sleep Records, nuova etichetta fondata da loro stessi, che a sua volta fa parte della ATO Records creata da Dave Matthews.
Il disco l'ho ordinato in anteprima mondiale, infatti l'uscita ufficiale in europa è stata programmata per il 30 marzo 2009; il cd è arrivato con il libretto autografato dagli stessi Gomez e con maglietta nera con il logo grande stampato sul petto; credo infatti di essere stato uno dei primi in italia ad averlo acquistato e precisamente il 25 febbraio 2009, peccato sia arrivato soltanto oggi.
Il cd si presenta in una custodia di cartone come tanto piace a me, e non le solite brutte custodie di plastica, a parte c'era come ho deto prima il booklet fotografico con copertina autografata.

La tracklist:
1.Mix4:16
2.Little Pieces3:24
3.If I Ask You Nicely3:07
4.Lost Track4:00
5.Win Park Slope4:20
6.Bone Tired2:17
7.Airstream Driver3:56
8.Natural Reaction4:16
9.Very Strange4:43
10.Other Plans4:24
11.Sunset Gates4:58

Ad un primo ascolto l'album risulta piacevolmente sobrio, con il loro solito mix di suoni acustici ed elettronica, distorsioni british e sfumature in puro stile blues di stampo americano. Sarebbe impossibile per me a questo punto stilare una recensione su questo disco, che già reputo straordinario, potrei indubbiamente dire che finora è il loro migliore lavoro, in linea con i loro primi due album, ma molto più maturo nelle sonorità. Ma sono di parte perchè è il mio secondo gruppo preferito :D. Le tracce da consigliare, oltre al singolo "airstream driver", che avevo già ascoltato, sono la 1, 5-6, e la 10 una ballata che inizia lenta con un bell'arpeggio di chitarre acustiche e archi e nel finale ha un crescendo sostenuto da tamburi, un banjo, e una chitarra acustica(forse una resonator) molto bluesy.
Comunque il cd adesso è già finito, ma è già giunto il tempo di riascoltarlo......buon ascolto anche a voi; intanto per chi non l'avesse ancora fatto eccovi airstream driver, e alcuni video dal vivo con i nuovi brani.

Airstream Driver(single version):


Little Pieces (LIVE):


MIX (LIVE):


ancora Airstream Driver (LIVE):

Afterhours a Sanremo 2009

...ovvero: aspettanto il nuovo Tora Tora Festival.
Ebbene si, anche gli After si sono fatti coraggio e hanno deciso di partecipare al Festival più "scanzonato" d'Italia; tra le polemiche e il disgusto di alcuni fans, anche la scena indipendente sbarca a Sanremo, stranieri in terra straniera, come recitava giustamente il direttore artistico di quest'anno Paolo Bonolis che ha insistito tanti per averli nel suo show.

Comunque il loro vero intento non era partecipare per vincere(hanno comunque vinto il premio della critica), benchè sapevano già in partenza che avrebbero perso; ma la loro partecipazione, è stata pensata per far partire proprio da lì un discorso di promozione discografica atta a promuovere la scena indipendente italiana, con un disco e una nuova etichetta (di cui loro sono gli editori) che raccoglie 19 brani di altrettanti artisti indipendenti italiani per dare più visibilità a questa scena e promuoverla appunto sfruttando la vasta visibilità di un famoso festival come quello di Sanremo.
E proprio nella loro canzone portata al festival "Il paese è reale" che appare il loro intento negli ultimi versi del testo:
“Io voglio far qualcosa che serva
Fammi far solo una cosa che serva
Dir la verità è un atto d’amore
Fatto per la nostra rabbia che muore”


Muovere qualcosa, appunto, fare qualcosa che serva, sensibilizzare il grande pubblico che non esiste solo Sanremo, un atto di amore per la nostra scena indie sempre sottovalutata e sempre senza produttori, con difronte troppe difficoltà, "la nostra rabbia che muore".
La cosa interessante, da sottolineare, di questo progetto è che di questa canzone non ne uscirà un singolo, ne sarà inserita nella compilation di Sanremo e ne in una ristampa fatta per l'occasione, del loro ultimo disco "I milanesi ammazzano il sabato", ma verrà appunto inserita il questo CD "Il paese è reale" del quale avevo parlato in precedenza, condiviso con questi artisti: Roberto Angelini, Beatrice Antolini, A Toys Orchestra, Cesare Basile, Paolo Benvegnù, Calibro 35, Dente, Disco Drive,Marco Iacampo, Marta sui Tubi, Zen Circus, Zu, Settlefish, Amerigo Verardi e Marco Ancona, Mariposa, Il Teatro Degli Orrori; questi sono solo alcuni degli esponenti di questa scena e probabilmente in futuro ne verrano prodotti altri, speriamo di si. Comunque paralellamente all'uscita di questo CD partirà un Tour in giro per l'Italia intitolato allo stesso modo che prevede la partecipazione dei vari protagonisti di quest'opera. E chissà magari anche un nuovo Tora Tora.
Che dire di più....grande Manuel, grandi gli After per la loro capacità, ancora una volta di saper muovere le acque.
Per maggiori informazioni sul progetto vi rimando al sito degli Afterhour a questo LINK.
Se invece volete acquistare il disco eccovi il LINK.

Spegnamo dunque le polemiche, alle quali sinceramente non ho mai partecipato, perchè sapevo dall'inizio che gli After sarebbero stati gli stessi di sempre, e che magari sarebbero andati là per fare casino o per provocazione. Non è stato così, ovvero hanno eseguito una canzone sebbene energica, ma per lo più tranquilla nello stile dei loro ultimi album, molto rispettosi del palco su cui si trovavano, consapevoli che non sarebbero stati capiti dalla maggioranza e coraggiosissimi.

Rivediamo dunque la loro esibizione:


Eccovi il testo del brano:

Il paese è reale - Afterhours
Testo: M. Agnelli
Musica: M. Agnelli/G. Ciccarelli/R. Dell'Era/R.D'Erasmo/E. Gabrielli/G. Prette


Dici sempre le preghiere
Conti sempre fino a dieci e
Preghi ancora che
Non tocchi a te

Decidere


Piangi fermo in tangenziale

Inseguivi una cazzata

Era splendida e dorata

Fresca e avvelenata


Ma il paese sa affondare

Tutto intorno a te a ballare

Bestemmiando disprezzare

E riderci un po' su


E tu vuoi far qualcosa che serva

E farlo prima che il tuo amore si perda


Non ti accorgi che se lo vuoi tu

Quel che valeva poi non vale più

Se ti han detto resta a casa

Vola basso non scocciare

Se disprezzi puoi comprare

Se vale tutto niente vale

Se non sai più se sei un uomo

Se hai paura di sbagliare
Se hai solo voglia di pensare

Che fra poco è primavera

Adesso fa qualcosa che serva

Che è anche per te se il tuo paese è una merda


C'è una strada in mezzo al niente

Piena e vuota della gente

E non porta fino a casa

Se non ci vai tu


Io voglio far qualcosa che serva
Fammi far solo una cosa che serva

Dir la verità è un atto d'amore

Fatto per la nostra rabbia che muore.


In più:

Versione Unplugged del pezzo su RAI RADIO 2 per la Gialappa's Band:


Intervista su RaiNews24:



Girls In Hawaii - From Here To There

(Naive/self) 2004

Tracklist:
  1. 9.00 Am
  2. Short Song For A Short Mind
  3. Time To Forgive The Winter
  4. Casper
  5. Found In The Ground
  6. The Ship On The Sea
  7. The Fog
  8. Fontanelle
  9. Flavor
  10. Organeum
  11. Bees & Butterflies
  12. Catwalk
Ormai è già da qualche mese che ascolto questo disco, ma comunque anche questa volta arrivo in ritardo nello scoprire un gruppo degno di nota come questo. Non aspettatevi di trovare delle belle ragazze in bikini su stupende spiagge tropicali, perchè qui stiamo parlando di sei ragazzi provenienti dal belgio, terra che è stata molto prolifica in passato in campo indie/new wave, con nomi come dEUS e Venus.
Un disco di rara fattura, perfetto, tutti i pezzi hanno una delicatezza, una grazia che sembra fatta di cristallo, un disco pieno di pathos, catartico, ricco di sussurri sospiri intrecciati a volte da riff di chitarre acide e sporche come in "Flavor" a volte da sampler oscuri, "nebbiosi" come in "The Fog", e raffinatezze acustiche jazzeggianti come in "Catwalk"(bello il ritornello con lo xilofono). Tutto il disco è accompagnato da suoni e campionature di atmosfera cinguettii, tuoni, vento, che vanno quasi a ricreare un paesaggio cangiante sulla base data dalla foto in copertina, sicuramente a contrasto dei più gelidi paesaggi nordici del Belgio.
Bellissima anche "Fontanelle" nella quale gli arpeggi di piano, quasi a creare spruzzi d'acqua, molto limpidi, si alternano alla voce e alla chitarra anche qui sporca e distorta.
Il brano che riassume meglio l'essenza di tutto il disco è "Bees & Butterflies", introdotta da un temporale che si avvicina che scatena una colorata scena melodica sussurrata da arpeggi di chitarre acustiche e da un canto corale sempre molto leggero e quasi sussurrato, che si chiude nuovamente da malinconici tuoni in lontanaza.
E' ovvio che ascoltando il disco vengano in mente nomi di gruppi già affermati, ma a fare delle citazioni sarebbe in questo caso limitante e riduttivo di fronte a un disco di questo livello; è solo la loro spensierata originalità e la diversità dei generi presenti a creare questo senso di "già sentito", se teniamo conto che il disco è stato pubblicato nel 2004, tutt'oggi a quattro anni di distanza non ricordo di aver ascoltato molti dischi originali e degni di nota come questo.
Fortemente consigliato, un disco che vi sorprenderà.

un assaggio:


Supergrass - Diamond Hoo Ha

2008 - Parlophone

tracklist:

1. Diamond Hoo Ha Man
2. Bad Blood
3. Rebel In You
4. When I Needed You
5. 345
6. The Return Of
7. Rough Knuckles
8. Ghost Of A Friend
9. Whiskey And Green Tea
10. Outside
11. Butterfly


Dopo il cambio di stile avvenuto tre anni fa, con il loro scorso album "Roads To Rouen", rivelatosi un flop di vendite, ma non qualitativo, i Supergrass tornano alle "origini", andando a ripescare alcune sonorità da tempo abbandonate, sempre piu '60s/'70s, per rimettersi in gioco e dimostrare alle nuove leve che anche loro annno ancora qualcosa da dire, e per provare ancora una volta a cavalcare la cresta delle classifiche.

Da puro fan dei tre 'Grass, ormai diventati quattro, con l'aggiunta del tastierista, nonchè fratello maggiore di Gaz, il mio giudizio sull'album non può che essere positivo, anche se non è ai livelli degli esordi, i Supergrass riescono comunque ancora a trasmettere quella freschezza e allegria che li ha sempre contraddistinti, un disco simpatico, frizzante che probabilmente non li riporterà al successo, ma sicuramente ne riconfermerà il loro valore compositivo, e che darà alla attuale nuova scena pop altro materiale da succhiare, ciò significa che da loro hanno preso spunto i nuovi nomi come: Franz Ferdinand, Kings of Leon, Strokes e, soprattutto, Arctic Monkeys. Meditate ragazzi meditate, i Supergrass sono ancora una volta "due spanne" sopra di voi.
Bravi Supergrass.

eccoli:


post di indieking